Ormai la città è tutta mia
e mi sono lasciato condurre
dalla leggera brezza dello scirocco
lungo i vicoli silenziosi
Camminare attraverso campi deserti
perdersi nel labirinto tra le calli strette
nei sottoporteghi, sulle salizzade, nei campielli
per poi ritornare allo stesso punto di partenza
Salire lentamente i gradini dei ponti
era come sollevarsi sulle ali, pronti a volare
per poi soffermarsi ad ammirare
lo splendore della bellezza ovunque
Scoprire quel misticismo arcaico della città
nascosto negli splendidi palazzi, nelle facciate delle chiese
e poi seguire l'ondeggiare delle gondole passanti
alle ultime luci crepuscolari
Da qualsiasi parte ci si svoltasse
si respirava aria umida e salmastra
un sapore di vino vecchio passito
rimescolato con l' acqua torbida dei canali
Ma tutto questo
era già una felicità possibile:
Un piacere di vivere sereno
in questa beltà eterna ed ambigua.
(Giorgio Velvet, 02.12.19)
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Video - Venezia
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