09/03/20

Una felicità possibile




Ormai la città è tutta mia
e mi sono lasciato condurre
dalla leggera brezza dello scirocco
lungo i vicoli silenziosi

Camminare attraverso campi deserti 
perdersi nel labirinto tra le calli strette
nei sottoporteghi, sulle salizzade, nei campielli
per poi ritornare allo stesso punto di partenza

Salire lentamente i gradini dei ponti
era come sollevarsi sulle ali, pronti a volare 
per poi soffermarsi ad ammirare 
lo splendore della bellezza ovunque

Scoprire quel misticismo arcaico della città
nascosto negli splendidi palazzi, nelle facciate delle chiese
e poi seguire l'ondeggiare delle gondole passanti
alle ultime luci crepuscolari

Da qualsiasi parte ci si svoltasse
si respirava aria umida e salmastra   
un sapore di vino vecchio passito 
rimescolato con l' acqua torbida dei canali

Ma tutto questo 
era già una felicità possibile:
Un piacere di vivere sereno 
in questa beltà eterna ed ambigua.
(Giorgio Velvet, 02.12.19) 

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Video - Venezia
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